America’s Cup: Luna e Mascalzone K.O.

ottobre 2, 2002 in Sport da Federico Danesi

Auckland

Peggio non poteva cominciare. Prima notte di regate e prime batoste da un’America’s Cup che, per il momento, è tutto fuorché italiana. Sarà stato per il fatto di non essere trasmessi in diretta, nonostante la Rai abbia mobilitato mezzi e troupes da mandare nel lontano Pacifico, o più probabilmente perché hanno trovato avversari meglio attrezzati e comunque più in palla.

Luna Rossa ha perso, lottando, da Oracle Bmw, una delle avversarie più temibili per l’accesso alle finali di Louis Vuitton Cup, Mascalzone Latino è stato battuto, quasi umiliato da One World, barca targata Microsoft, visto che la proprietà è di Craig McCaw e Paul Allen, numero due dell’aziendina di Bill Gates.

Diverso nello svolgimento il corso delle due regate, ma stesso il risultato. Luna Rossa è partita meglio del suo avversario americano, guadagnando 2 secondi in partenza, ma si è trattato di un’illusione. Già alla prima boa Oracle è passata davanti (15 secondi) è non si è più voltata. Dieci secondi alla seconda boa, 44 alla terza, rimonta di Luna Rossa che è scesa fino a venti alla quarta, ma nel finale la barca americana ha amministrato, sino a raggiungere i 42 secondi che hanno deciso la gara.

Un brutto colpo per De Angelis e compagni, anche se restano altre quindici regate e, in fondo, basta entrare nei primi otto. Lo skipper napoletano all’inizio ha lasciato spazio al timone a Rod Davis, per poi riprenderlo dopo la prima boa: “Non abbiamo grandi recriminazione – ha detto una volta rientrato alla base – anche perché la nostra velocità è stata buona per tutta la regata. Dobbiamo mettere a punto ancora qualche particolare, ma oggi non abbiamo avuto molte occasioni per rimontare. Comunque sono fiducioso per le prossime gare”.

Quello che brucia di più, in casa Luna Rossa, è aver perso, proprio all’esordio, contro lo spaccone americano Larry Ellison, il quinto uomo più ricco al mondo. E’ quello che ha stanziato più soldi (circa 100 milioni di euro per la spedizione in terra australe) perché può permettersi questo ed altro. Sin dalla vigilia ha ‘minacciato’ di andare in finale senza troppi problemi, ha una barca fortissima e un equipaggio tra i migliori al mondo. Se non si mette lui al timone c’è un mostra sacro come lo svedese Peter Holmberg. E poi c’è la personale vendetta di Tommaso Chieffi, schifato dai due consorzi italiani nonostante da vent’anni sia tra i migliori timonieri a livello internazionale e assunto come tattico da Ellison.

Molto peggio è andata a Mascalzone Latino. Già dietro dalla partenza, la barca del due Onorato-Cian ha rincorso per tutta la regata con scarsi risultati: 1’14” alla prima boa, 3’48” alla terza, 5’09” alla quinta, 5’42 sul traguardo. C’è da fare esperienza e l’esordio contro One World, altro colosso di derivazione informatica. Lo skipper è il neozelandese Peter Gilmour, che due annoi fa batté Luna Rossa in finale.

Questa notte si sono disputate le seconde regate: Luna Rossa contro Satrs&Stripes dell’eterno Dennis Conner, Mascalzone Latino contro Oracle.

di Federico Danesi