Amaro lunedì

febbraio 20, 2006 in Sport da Federico Danesi

SESTRIERE – Dopo sette gare il medagliere dello sci azzurro è ancora fermo a quota zero. Un disastro, non esistono altre parole. E dire che dal gigante maschile attendevamo molto, ma le attese ancora una volta sono andate deluse.

Tutta la pressione, ma anche il tifo, su Max Blardone che ancora una volta in occasione di una grande manifestazione ha tradito le attese, chiudendo solo all’undicesimo posto, ben staccato da Raich, ma anche da Chenal e Maier che si sono divisi i posti sul podio.

Era già stato così un anno fa ai Mondiali di Bormio; nonostante le premesse e l’avvicinamento siano stati diversi, è stato di nuovo così al Colle. C’eravamo illusi, dopo una prima manche nella quale era ottavo, ma a ridosso dalla zona medaglie. La seconda invece è stata proprio come un film già visto, dal finale scontato. Nella seconda si è limitato al compitino, Blardone con il risultato di arrivare lontano dai primi. E poco lo consola che sia stato il meno peggiore dei nostri, con il solo Schieppati arrivato quindicesimo a quasi tre secondi, mentre sia Simoncelli che Moelgg erano già saltati nella prima discesa.

Giocato il jolly del gigante, lo sci azzurro al maschile ha solo più lo speciale di sabato prossimo per cancellare uno zero assoluto che chiede vendetta. Con un Raich così, Ligety e Palander in forma e molti altri che potrebbero ritrovarla, la pressione su Giorgio Rocca sarà indicibile.

LE DONNE NON MIGLIORANO

Lo sci rosa in Italia è ridotto ai minimi termini, quasi evanescente. L’ennesima conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, è arrivata dal Superg olimpico che ha regalato gioie e gloria per le solite, a cominciare da Michaela Dorfmeister che ha doppiato il titolo già vinto in discesa, e lasciato alle nostre solo le briciole.

L’unica a salvarsi dal disastro è Lucia Recchia, ottava a 1’01” dall’austriaca. Daniela Ceccarelli, che aveva uno stimolo in più correndo davanti alla sua gente per difendere il titolo di quattro anni fa, è arrivata 31esima, rimediando 2’79”. Ancora peggio le sorelle Fanchini: Nadia è 38esima, a 3’99”, mentre Elena, tanto per cambiare, è caduta e si è ritirata.

Il bilancio al femminile, dopo le prime tre gare olimpiche, è quello di una nazionale all’anno zero. E anche con la Kostner, almeno la Kostner delle ultime due stagioni, poco sarebbe cambiato. Restano lo slalom, in programma domani, e il gigante di venerdì, nei quali le nostre saranno al via quasi per onore di firma, tra infortuni e risultati che non arrivano da tempo. A fine stagione si annuncia una grossa rivoluzione.

di Federico Danesi