Al Salone del Gusto, i sapori delle terre abruzzesi

ottobre 28, 2006 in Enogastronomia da Momy

Il GAL Maiella Verde propone ogni gorno degustazioni guidate alla riscoperta dei sapori tipici dell’Abruzzo.

MaiellaNon avete ancora provato i prodotti tipici della Maiella? In occasione del Salone del Gusto di Torino, la provincia di Chieti, in collaborazione con il GAL Maiella Verde, vi conduce alla scoperta (e alla riscoperta) dei prodotti tipici dell’Abruzzo.

Stupisce piacevolmente la varietà di sapori che nascono su queste terre, generose, vive, che fondano la loro storia nella notte dei tempi e che in ogni momento hanno saputo dare evidenza della loro presenza e della loro grandezza.

L’ubicazione, all’interno del Massiccio sacro per le genti d’Abruzzo, ne fa per antonomasia il cuore della Regione “Verde d’Europa”.

Terra ricca di sapori, di vini, di formaggi, di pietra scolpita, terra degnissima di una visita per trovar davvero la pace e la tranquilità di cui sempre più, nel correre quotidiano, sentiamo bisogno.

Da giovedì a domenica, sette appuntamenti quotidiani (ore 12, 13, 14, 18, 91, 20, 21) presso lo stand della provincia di Chieti (L89-90)introducono all’enogastronomia della regione, attraverso l’assaggio di prodotti tipici. Si comincia con l’olio DOP delle colline teatine, fluido, leggero, prezioso, servito sul pane e accompagnato da un assaggio di Trebbiano: è un aperitivo eccellente! Il suo colore verde e il suo profumo deciso sono un’overture perfetta per i salumi. Certo, perché il maiale ha sfamato per generazioni le popolazioni locali che sono diventate esperte nella produzione e conservazione degli insaccati, da quelli più popolari a quelli più raffinati.

BocconottoTra i primi, come non citare le salsicce a base di fegato, saporite, con un gusto che penetra e impreziosisce il pasto in maniera decisa? Invece, di grande classe è la salsiccia a campanella, dove il grasso quasi non si vede, fata con le prime scelte del maiale, spalla e capocollo. La forma a campanella è caratteristica come la pianta schiacciata, che deriva da modo di conservazione, dove con la pressatura si eliminava l’umidità. Si tratta di un insaccato di grande qualità, che ben si accompagna con il vino forse più conosciuto della regione, il Montepulciano d’Abruzzo.

Rosso rubino, fermo e con sentori di frutta secca e marmellata, il Montepulciano è particolarmente apprezzato in America, basti pensare che non manca in quasi nessun ristorante italiano di New York. E lo stesso Montepulciano si adatta bene ad accompagnare il pecorino di Grotta e i dolci, tra cui non potete perdervi il bocconotto di Castelfrentano, gustosa pasta che racchiude un misto di cacao, mandorle dolci e cannella. Um imasto scuro e gradevole, che pare, nei tempi antichi, contenesse anche del sanguinaccio. Leggende a parte, oggi rappresenta il modo migliore per concludere un pasto all’insegna della tradizione, meglio se accompagnato da un goccio di centerba.

di Monica Mautino