Afterhours, emozioni anche in inglese

marzo 9, 2006 in Spettacoli da Federico Danesi

La band di Manuel Agnelli torna al Teatro della Concordia di Venaria, venerdì 10 marzo, a Torino

AfterhoursEravamo abituati a vederli nei club, come l’Hiroshima Mon Amour, o all’aperto, ospiti fissi di “Colonia Sonora” a Collegno. Oggi gli Afterhours tornano, ma lo fanno in teatro. Per la loro ennesima apparizione nell’area del torinese Manuel Agnelli e compagni hanno scelto il palco del Teatro della Concordia di Venaria (organizzazione sempre affidata allo staff dell’Hiroshima).

E’ la penultima data italiana del loro tour 2006, partita dal Nord Europa e pronto a continuare, dopo le tappe di Venaria e Bologna, con quattro date in Olanda, tra Amsterdam e Utrecht. In respiro internazionale che gli Afterhours hanno avuto sin dall’inizio della loro carriera, nei primi anni ’90, reso ancora più significativo dall’uscita di “Ballads or little hyenas”. Versione inglese del fortunatissimo “Ballate per piccole iene”, loro ultimo lavoro, forse anche il più convincente nella produzione della indie band milanese.

Un passo importante, questo, che li poterà anche presto sul mercato americano. Il 14 marzo, infatti, il disco in inglese che sino ad oggi è stato distribuito in Europa dall’etichetta One Little Indian (la stessa di Bjork), sbarcherà ufficialmente negli States.

Definirli alternativi sarebbe sia riduttivo che sbagliato. Gli Afterhours rappresentano da quindici anni un progetto e un’idea diversa. Non per forza corretta, non per forza condivisibile. Ma un’idea. E in un mondo, come quello ella musica italiana, sempre pronto ad omologarsi, allinearsi e coprirsi, è già un unto a loro favore.

“Ballate per piccole iene” è stato accolto con favore da pubblico (e non avevamo dubbi) e critica. Ancora maggiore, almeno tra gli addetti ai lavori, la versione in inglese che pare più cattiva, quasi che il tornare a cantare nella sua seconda lingua madre abbia riportato Manuel Agnelli ad una dimensione meno intimistica, quella che ha permeato i suoi ultimi album. Non è una traduzione pedissequa dei testi, anche se i titoli dei brani sono praticamente letterali e la versione di “The bed” resa celebre da Lou Reed è solo un regalo in più.

La collaborazione con Greg Dulli non ha che migliorato, se mai fosse possibile, la vena artistica di Agnelli e della sua compagnia. Che ha perso, nei mesi scorsi, uno dei suoi elementi migliori, il bassista Andrea Viti, ma lo ha prontamente sostituito con Robert Dell’Era, al quale si aggiunto come nuovo elemento della band Enrico Gabrielli.

Questo e molto altro sarà il concerto degli Afterhours, che avranno Cesare Basile come spalla. Molto in inglese, ma non è un peccato. E se qualcuno vuole (ri)sentirli in italiano può anche andare al cinema. “Ci sono molti modi”, uno de singoli dell’ultimo album fa parte della colonna sonora de “La terra”, ultimo film di Sergio Rubini.

di Federico Danesi