About a boy

novembre 28, 2002 in Cinema da Redazione

32690(1)Di primo acchito, l’ultimo lavoro di P. e C. Weitz, About a Boy, si può erroneamente considerare un film superficiale, appartenente al gruppo di quelle pellicole da trascurare. Talvolta, per fortuna, i pregiudizi sono sbagliati.

La pellicola, infatti, pur nella sua semplicità, è carina e dolce nell’affrontare con ironia un tema cosi attuale come quello della solitudine. Hugh Grant, il protagonista, è un uomo solo,che vive la propria esistenza senza porsi troppe domande, senza dubbi alcuno, “un’isola indipendente”, come afferma più volte lui stesso, dove rifugiarsi dal mondo esterno.

Il proprio destino cambia radicalmente con la venuta di un ragazzino dalla vita complicata, che, malgrado tutte le resistenze del protagonista, lo coinvolge nella propria vita, mutando involontariamente anche la propria. Per film di questo genere, generalmente, si pensa che il finale sia uno scontato happy end… Ma troveranno, entrambi i protagonisti, quello che agognatamene cercano? Comprenderanno che l’amore e l’amicizia sono beni essenziali, che la solitudine è un ciclo senza fine che porta solo maggiore frustrazione?

La sceneggiatura è senza dubbio efficace: la telecamera si sofferma spesso sui volti degli interpreti, che descrivono l’imbarazzo e la sofferenza sempre con leggerezza e ironia. Hugh Grant è perfetto, come sempre, nella parte di dandy impenitente e intoccabile, ma anche gli altri interpreti sono bravi e veritieri.Un film divertente che fa sorridere e non solo!

About a boy

di P.e C. Weitz con Hugh Grant, T. Collette, N. Hoult

di Francesco Barbiero