A tutta chitarra

luglio 14, 2002 in Musica da Momy

31556(1)Il ricordo personale più drammatico legato all’11 settembre (2001, ovvio: sarà una data ricordata per generazioni, come il 6 agosto ’45 di Hiroshima) resta una frettolosa corsa, dal metrò di Parigi, verso una stazione ferroviaria, alle 11.58 del 14 mattina successivo. La rapida camminata si interruppe due minuti dopo in cima alla scala mobile, in un atrio di persone pietrificate. La visione di una città frenetica come quella parigina bloccata per commemorare, in un minuto di silenzio, le vittime degli attentati americani, simboleggiava la volontà di scongiurare altri pericoli di tal genere, ma soprattutto la necessità dell’unione fra i popoli, della globalizzazione non soltanto economica, quanto per esigenze superiori di solidarietà e fratellanza tra le persone.

Tutto questo, direte, al limite è un ricordo struggente, ma che legame c’è con il 18° New Orleans Jazz Ascona? La serata odierna è dedicata all’americano Eddie Lang, pioniere del jazz e chitarrista geniale ed insuperabile, per celebrarne i cent’anni dalla nascita (avvenuta nel 1902, ad ottobre); il giorno prescelto è questo perché oggi, 4 luglio, è la festa nazionale americana, il famoso Indipendence day. Organizzatori e artisti del Festival colgono così l’occasione per coinvolgere il pubblico in un intenso momento commemorativo, a ricordo dei martiri dell’11 settembre, che non sarà solo l’attimo di silenzio, ma continuerà nelle noti appassionate e melodiche delle chitarre…

Vediamo il programma della spettacolare serata, sicuramente l’evento più atteso di Ascona 2002: dalle 20.45 all’1.00 saranno oltre 4 le ore di musica sul palco dello stage Torre, suddivise in due momenti. Fino alle 23.00 Lino Patruno presenterà ‘Musiche per Eddie Lang e Joe Venuti’, spettacolo con undici artisti, tra cui spiccano lo swing del trombonista Dan Barrett, il sax soprano di Jim Galloway, la frizzante batteria di Giampaolo Biagi, la voce Clive Riche ed il grande violinista Andy Stein.

Dalle 23.00 in poi, via libere alle chitarre, con Howard Alden, Frank Vignola, Al Viola, Bucky Pizzarelli e Marty Grosz uniti, per la prima volta in assoluto, sotto il nome di Eddie Lang e dell’America.

La storia della musica, come quella del cinema, è costellata da personaggi “belli e maledetti”. Eddie Lang (al secolo Salvatore Massaro) è stato uno di questi, apprezzato attore ed eccelso chitarrista scomparso prematuramente nel 1933, a soli 31 anni.

Aveva due amori Eddie: il jazz e la chitarra. Lo scopo principale della sua vita e del suo instancabile lavoro di ricerca fu proprio quello di far diventare la chitarra uno strumento con il quale fare jazz. Impresa ardua, se si pensa che negli anni 30 il jazz era dominio dei “neri” (mentre Lang, figlio di genitori italiani, aveva una carnagione leggermente più… pallida!) e che questo strumento era stato dichiarato “non idoneo” a produrre sonorità jazz. il grande Bing Crosby, però, notò il suo talento e la sua straordinaria bravura con la chitarra, così Eddie ne divenne l’accompagnatore e fino alla morte fu uno dei divi più ricercati e pagati dell’epoca, grazie alla tecnica strumentale senza pari, alle eccelse qualità melodiche, armoniche e ritmiche. Il pezzo più famoso del suo repertorio? Quel ‘Stringing the Blues’, spesso interpretato insieme all’amico violinista Joe Venuti, che è il leitmotiv di tutti i manifesti di questa edizione del Festival di Ascona.

Per ricordare degnamente Lang, come detto, si esibiranno i migliori chitarristi jazz contemporanei. Salirà per primo sul palco Howard Alden, cultore della chitarra a sette corde, interprete di alcuni brani della colonna sonora del film di Woody Allen ‘Sweet and Lowdown’, che racconta la vita del ‘finto jazzista’ bianco Emmet Ray.

A seguire, la performance di Bucky Pizzarelli, ultra settantenne con la grinta di un giovincello; uno dei pochi musicisti capaci di passare, senza sforzo, dal ruolo di solista a quello di robusto e swingante accompagnatore in orchestre di grandi dimensioni.

Pizzarelli, in questa immaginaria staffetta, cederà il testimone a Frank Vignola, musicista eclettico, amante del jazz, ma non solo: nella sua sfavillante carriera ha infatti collaborato con artisti quali Madonna, Woody Allen, Ringo Starr ed i Manhattan Transfer.

Al Viola ci condurrà poi nelle atmosfere dei primi anni ’40, quando col suo trio musicale accompagnò Frank Sinatra in numerose serate a New York, registrando alcuni brani che godettero di grande diffusione, grazie alla popolarità di ‘The Voice’.

Ultimo, ma non per questo meno bravo (anzi…), il mitico Marty Grosz, una delle grandi attrazioni di questo Festival. E’ opinione comune che sia lui oggi il migliore chitarrista ritmico e solista per accordi. È anche l’ultimo superstite della tradizione della chitarra acustica nel jazz ed è quindi doveroso che gli spetti la conclusione del tributo al più grande chitarrista jazz della storia.

A confermarne l’importanza, la serata sarà videoregistrata per essere trasmessa dalle maggiori televisioni europee.

foto a cura di Massimo Pedrazzini

di Monica Mautino