A Enzo

marzo 14, 2002 in Racconti da Redazione

25519(1)Il tenue bagliore della luce soffusa rischiarava appena i contorni della sua espressione assente, mentre con lo sguardo fissava immobile un punto della schermo, su cui immagini veloci si susseguivano in una danza primordiale dai ritmi incalzanti.

Ma la sua mente vagava altrove, sospinta da una pressante inquietudine, da un profondo malessere.

Febbrile, irrefrenabile.

Lentamente sentì le palpebre diventare pesanti fino a scendere con un flebile, inesorabile movimento che la separava dal mondo esterno, cullandola nel buio.

Fu sola con se stessa e provò un grande sollievo.

Ascoltando il respiro farsi via via più profondo, percepì tutta l’energia della vita che entrava in lei, e che lei stessa ridonava, ed un solo pensiero occupò la sua mente: lui… le sue carezze dolci, i baci febbrili, gli abbracci appassionati. Sì, poteva riviverli in ogni istante, quegli abbracci pieni di forza ed affetto, di dolcezza e passione, perché ormai facevano parte di lei, nel più profondo.

Abbracci in cui sentiva che la vita aveva un senso proprio perché l’aveva condotta lì in quell’istante, attimi in cui la felicità non era altrove.

Si accarezzò il viso con la mano, che ora era la mano di lui, ed un sorriso sognante le illuminò il volto, risvegliando dal torpore i sensi sopiti.

Poi scese sul collo, ad accarezzare il ricordo dei baci di lui.

In un attimo il ricordo si fuse col presente, il suo respiro con quello di lui; sentì le sue labbra sfiorarle la mano, le sue braccia stringerla a se nel più intenso degli abbracci… mentre alla gola saliva disperato un grido che la bocca serrata riusciva a stento a trattenere: il suo nome…

Il suo nome – – – nella mente riecheggiava forte come non mai, amplificato in un’eco metallico, assordante, esasperato.

Poi le lacrime presero a scendere copiose, il loro calore donava conforto, era inutile cercare di trattenerle.

Si fecero strada dolcemente, fino a rigarle la mano, quella stessa mano che fino alla sera prima lui le aveva baciato teneramente, prima che la più terribile delle parole, addio, segnasse per sempre di dolore la strada dei loro cuori.

di Giovanna Milan