“The Trick To Life” L’odd – Pop Chiamato Hoosiers

marzo 5, 2008 in Musica da Gino Steiner Strippoli

HoosiersL’accoppiata Inghilterra-Svezia ha calato un vero tris d’assi con “The Hoosiers” una band che si sta imponendo sulla scena del pop internazionale grazie all’ultimo album intitolato “The Trick To Life”. Questi tre ragazzi, che rispondono ai nomi di Irwin Sparkes alla voce e chitarra, Alfonso Sharlando alla batteria e Martin Skarendahl al basso, stanno infiammando le platee durante i loro concerti. Un nome “The Hoosiers” che trova le radici nella regione statunitense dell’Indiana. Sono i “nostri” rockers a spiegarci l’origine del nome:

“Un Hoosier è un nativo dell’Indiana, la principale regione produttrice di grano del mid west americano, il luogo in cui ci trovavamo quando abbiamo ritrovato noi stessi. Molti Hoosiers sostengono che il nome derivi da Samuel Hoosier: nel 1825 sono stati soprannominati “Hoosiers Men” per le loro doti di coraggio e laboriosità. Tuttavia, scavando più a fondo, si scopre che il nome è la distorsione della traduzione francese di “sfaccendato e sobillatore” e designa un gruppo di uomini dalla dubbia moralità. L’ambiguità delle sue origini ci affascinava, anche se probabilmente a noi meglio si addice la seconda definizione”.

Il 2007 è stato per il trio anglo-svedese l’anno della consacrazione scalando, con il loro scanzonato “Odd-Pop”, le classifiche inglesi .

Il loro genere definito appunto “Odd –Pop” è un condensato di vari stili musicali che messo insieme ne danno un impronta molto originale. Ma sono i nostri eroi musicali a chiarire il loro stile musicale. Martin Skarendahl, bassista precisa:

“Per noi non sarebbe appagante proporre un ennesimo brano sulle bisbocce del sabato sera”. “E in questa fase, non ci sentivamo di propinare al mondo un altro brano con testi d’amore,” interviene Irwin, che come al solito ha sempre qualcosa in più degli altri da dire. “Non c’è un solo genere musicale nella mia collezione di dischi” racconta Alfonso Sharland (che diamine sarà successo a tutti i Dave Smiths!?) che tragicamente, o magnificamente (se fate parte di quella minoranza), assomiglia al figlio illegittimo mutante di Dave Grohl e Mick Hucknall. Non sono cresciuto con la sola fantasia di diventare come The Cure, Jeff Buckley, The Flaming Lips o XTC”. Tutti artisti che gli Hoosiers citano tra i loro principali ispiratori.

Dalle dichiarazioni si può intuire la genuinità di questi giovani artisti che hanno voglia di proporre senza eclissarsi a seguire mode musicali o seguire solo un certo sound. Il loro disco d’altronde mostra pienamente di possedere musicalità legate ai diversi amori musicali dei tre e che hanno permesso alla band di nascere.

Hoosiers_coverParlando del loro ultimo lavoro Alfonso dichiara: “Quando ascolto gli Hoosiers sento canzoni nelle quali io stesso ho vissuto, brani che descrivono il rituale imposto ad ogni individuo che deve affrontare un mondo cresciuto e le sue pretese. “Se dovessi sintetizzare i miei primi 20 anni in una parola, direi che sono stati “irrequieti. Ti cimenti in esperienze diverse e ti rendi conto che non sono la risposta a ciò che cerchi. Sei sempre alla ricerca di qualcosa. Sono così anche molte delle nostri canzoni. E’ proprio questo che mi piace di Tom Waits, Thom Yorke, Tom Jones, tutti i grandi T(h)om: c’è struggimento, c’è qualcosa di cui si avverte l’assenza e lo percepisci dai testi, come dall’arrangiamento e dalla performance”. Una musica quella degli Hoosiers assolutamente esplosiva, pjena di energia e di freschezza . Canzoni vere che hanno un preciso tema: “quello – precisa Irwin – di qualcuno che si sente incompleto ed è alla ricera di qualcosa. Worried About Ray, Sadness Runs Through Him e Run Rabbit Run sono generate dalle riflessioni di un personaggio impotente che ha degli affetti, ma non ha il potere di salvarli e non può fare altro che metterli in guardia e vivere nell’inquietudine osservando lo svolgersi degli eventi”. “Worried About Ray” spiega Irwin, “esplora l’idea che tutti, prima o poi, dobbiamo far entrare qualcosa che amiamo in un “mondo dominato dal pericolo’ e a tal proposito è molto eloquente il verso ‘the future’s out to get to you (il futuro è lì fuori pronto per raggiungervi)’. Da questa idea ha preso vita il fedele compagno della band e, oserei dire, quello che sembra essere un amico immaginario, Ray. Un personaggio dotato di vita propria, che abita in un terra fiabesca che condivide con i tre Hoosiers.”

di Gino Steiner Strippoli