‘Na specie de cadavere lunghissimo

ottobre 31, 2005 in Spettacoli da Stefania Martini

GifuniDa martedì 1 novembre 2005, alle ore 20.45, al Teatro Gobetti di Torino, andrà in scena lo spettacolo ‘Na specie de cadavere lunghissimo, monologo ideato ed interpretato da Fabrizio Gifuni, tratto da testi di Pier Paolo Pasolini e Giorgio Somalvico, con la regia di Giuseppe Bertolucci.

Lo spettacolo, prodotto da Teatro delle Briciole Teatro Stabile di Innovazione e Solares Fondazione Culturale, in collaborazione con CinemaZero di Pordenone e Mercadante Teatro Stabile di Napoli – Progetto Petrolio, viene presentato nella Stagione del TST fuori abbonamento.

Le repliche sono programmate fino al 3 novembre 2005.

Uno spettacolo che nasce, come scrive il regista, “dal desiderio di distillare, nell’alambicco del monologo, sostanze linguistiche dai sapori apparentemente opposti”: la prosa politica e polemica del Pasolini luterano e corsaro, così come emerge nei suoi versi friulani (“Scritti Corsari”, “Lettere luterane”, “La nuova forma della meglio gioventù”, “Abbozzo di sceneggiatura per un film su San Paolo”) e gli endecasillabi inediti e sorprendenti del poemetto “Il Pecora” del poeta milanese Giorgio Somalvico che, in un romanesco crepitante e reinventato, costringe in metrica il delirio di Pino Pelosi, detto “er rana”, nella sua scorribanda notturna alla guida dell’Alfa GT, per le strade di Roma e di Ostia, dopo l’omicidio di Pasolini, avvenuto il 2 novembre 1975.

Il Teorema pasoliniano – genocidio culturale, imbarbarimento consumistico, uso strumentale dei media da parte del Nuovo Fascismo – si dispiega in tutta la sua lucida disperazione, delineando i connotati dell’assassino, generandone i tratti identitari, le demotivazioni profonde, “pensandolo” quell’assassino prima ancora di incontrarlo, in un vertiginoso processo di invenzione.

Un monologo, scrive Bertolucci, si presenta come un appuntamento: tra un attore e il suo talento, tra un regista e un attore, tra la teatralità e l’affabulazione, tra lo spettatore pellegrino e l’eremita in preghiera nella grotta.

E il luogo dell’appuntamento è, appunto, la grotta del testo, dove trovare un comune riparo alle intemperie e ai disagi del viaggio, ma anche l’unico luogo dove tutti – immobili, in ascolto – paradossalmente viviamo l’esperienza del viaggio.

‘Na specie de cadavere lunghissimo

Dall’1 al 3 Novembre, ore 20.45.

Teatro Gobetti, Via Rossini – Torino.

Per informazioni:

Biglietteria TST: Via Rossini 8, tel. 011 8159132.

Vendita telefonica: tel. 011 5637079 (dal martedì al sabato, orario 12.00/18.00)

Numero verde 800 235 333 – Info 24 ore su 24 tel. 011 5169490

www.teatrostabiletorino.it

di Stefania Martini